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lunedì 15 maggio 2017

Il Prof. Berrino “Mangiamo merda e, grazie alla TV, pensiamo che è buona” – Il video censurato dal Web !!




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Il Prof. Berrino “Mangiamo merda e, grazie alla TV, pensiamo che è buona” – Il video censurato dal Web !!

Abbiamo cercato a lungo la versione ridotta di questo video dal titolo <<Prof Berrino “Mangiamo merda e, grazie alla TV, pensiamo che è buona”>> provateci anche Voi, scoprirete che, stranamente “non esiste più” …chissà’ perché.
Alla fine abbiamo trovato questo e ve lo proponiamo.
Il professor Franco Berrino dell’istituto dei tumori di Milano, ospite alla trasmissione “le invasioni barbariche” ci illustra le problematiche legate ad una dieta spazzatura.





martedì 25 aprile 2017

Le mele del Trentino? Sono così piene di pesticidi da aver contaminato il DNA dei neonati !!



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Le mele del Trentino? Sono così piene di pesticidi da aver contaminato il DNA dei neonati !!

Il dibattito sui pesticidi c’è ed è pure molto acceso. Nell’affollatissima sala dell’Istituto comprensivo di Cles, si è svolto il convegno «Ambiente è salute: esposizione cronica a pesticidi e Dna umano», presentazione della prima ricerca scientifica su alcuni residenti della Val di Non ed organizzata dal Comitato per il diritto alla salute.
Che il tema scottante fosse particolarmente sentito è stato testimoniato dal fatto che l’organizzazione ha dovuto impedire l’accesso alla sala a molte persone interessate all’iniziativa e giunte quando l’auditorium era ormai al completo. Tuttavia, questo interesse si è fatto sentire in maniera più brusca, quando alcuni interventi a fine dibattito hanno portato un altro punto di vista sull’agricoltura tradizionale.
Ma andiamo per gradi. Sergio De Romedis del Comitato per il diritto alla Salute Val di Non ha introdotto la serata: «Oggi presenteremo uno studio scientifico effettuato sugli abitanti della Val di Non relativo ai danni al Dna dovuti all’esposizione cronica ai pesticidi. Ciò non significa che siamo contro l’agricoltura, ma, al contrario, pensiamo che essa sia fondamentale. Tuttavia, attraverso l’uso di determinate sostanze chimiche di sintesi, crediamo che essa crei una conflittualità, poiché sono state trovate tracce di pesticidi nel corpo di chi non è esposto professionalmente».
La parola è dunque passata agli esperti. Il dottor Marco Tomasetti dell’università politecnica delle Marche ha spiegato l’azione dei pesticidi sul Dna umano: anzitutto essi creano una rottura del genoma, poi inibiscono la naturale funzione ricostruttiva e, proprio per questo, obbligano la cellula a riprodursi in maniera errata. Questo non significa certo malattia istantanea, ma è comunque una premessa a tumori o malattie neurodegenerative.
Il secondo intervento è stato quello della dottoressa Renata Alleva del Irccs Rizzoli di Bologna, la quale ha presentato lo studio sulla popolazione nonesa: «Abbiamo effettuato uno studio su un gruppo di persone che per motivi residenziali è quotidianamente a contatto con i pesticidi. Si è misurata la qualità dell’aria, la presenza di pesticidi all’interno delle case e si sono poi eseguiti prelievi sulle persone in periodi diversi, ad alta e bassa esposizione».
Lo studio afferma che nei periodi di alta esposizione il Dna ci mette molto tempo a riparare i danni subiti dai pesticidi e anzi è inibito dal farlo. «Il danno al Dna si accumula e una donna in gravidanza può trasferire al feto le sostanze – ha proseguito la Alleva – Ciò può avvenire anche durante l’allattamento, visto che i residui dei pesticidi si accumulano nei grassi».
Lo studio sarà pubblicato su una rivista scientifica internazionale, laMolecular Nutrition & Food Research.
Nel dibattito è intervenuto oggi, con una nota dettagliata, anche l’assessore Michele Dallapiccola, che rivendica quanto fatto dalla Provincia su questo fronte e invita a evitare gli allarmismi.
IL DIBATTITO: «I CONTADINI NON SONO ASSASSINI»
Dopo l’intervento del pediatra dottor Pinelli, il quale ha parlato delle conseguenze dei pesticidi sullo sviluppo dei bambini, è seguito un dibattito acceso. In cui però nessuno ha confutato lo studio scientifico (non c’erano esperti di microbiologia o medicina titolati a farlo), ma si è trasferito il dibattito su temi generali.
Così ad esempio Alessandro Dalpiaz, direttore dell’Apot: «La serata mi ha disorientato. Noi agricoltori siamo accusati di essere gli artefici delle problematiche esposte in questo studio. Non crediamo sia così. Noi agiamo nel rispetto delle norme e non sta a noi fare pressione sul legislatore affinché elimini determinati pesticidi. Al contrario di quanto sostenuto stasera, la qualità e l’aspettativa di vita non sono peggiorate».
A queste parole sono partite grida di protesta contro Dalpiaz, il quale ha proseguito dicendo che «Noi non siamo colpevoli, ma interpreti della nostra vita professionale. Possiamo sicuramente migliorare, ma dobbiamo trovare punti di incontro e dialogare di più». Dalpiaz ha ripreso il proprio posto in sala accompagnato da forti proteste.
In questo clima rovente, dal mondo ortofrutticolo è arrivata un’altra voce, quella di Gabriele Calliari, presidente Coldiretti Trentino: «Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Siamo tutti venuti qui in auto e chissà quanti aerei sono passati sopra le nostre teste durante la serata. Io non mi sento un killer di bambini. Devo forse pensare che la gente muore di cancro per colpa della mia attività? L’agricoltura oggi è a un bivio: o è legittimata e può dunque andare avanti, oppure deve terminare. Dobbiamo smettere di produrre e acquistare prodotti esteri distribuiti dalle lobby multinazionali e ogm? Diamoci una mano, altrimenti non se ne esce».
Anche in questo caso non sono mancati i brusii di sottofondo, ma certo non così forti come quelli rivolti a Dalpiaz. La serata si è quindi conclusa verso mezzanotte.
APOT E MELINDA: «ECCO PERCHÉ ABBIAMO PARTECIPATO»
Diversi rappresentanti dei Consorzi Melinda e «La Trentina», associati ad Apot – Associazione produttori ortofrutticoli trentini – ed una rappresentanza di frutticoltori di imprese private, e rappresentanze di enti locali del territorio, non hanno voluto mancare al Convegno, per ribadire il proprio impegno e volontà di accogliere le istanze della popolazione sul fronte del tema dell’utilizzo dei fitofarmaci. E lo hanno ribadito in un comunicato stampa.
Esso informa: «Abbiamo ritenuto utile una nostra presenza all’incontro per confermare la disponibilità dei frutticoltori verso un confronto più aperto e attento sui temi della salute e dell’ambiente – dichiara Alessandro Dalpiaz, direttore di Apot -. Dobbiamo essere coscienti che solo attraverso una progettualità rinnovata, ma anche sufficientemente condivisa, sarà possibile migliorare la qualità del sistema produttivo e del sistema territoriale, offrendo maggiori e più solide garanzie sociali ed economiche al Trentino, dando pieno significato al concetto di sostenibilità che ingloba le istanze economiche, sociali ed ambientali dei lavoratori e dei cittadini».
Continua il comunicato stampa: «Sulla medesima posizione il presidente di Melinda Michele Odorizzi, che ricorda come “L’interesse del Consorzio passi anche attraverso le sensibilità dei cittadini, che vanno ascoltate ed applicate nelle politiche ambientali e commerciali ma anche nel lavoro quotidiano dei singoli frutticoltori”».
Secondo il comunicato dei frutticoltori «Il confronto continuo e costruttivo, quindi, è quanto Apot e i Consorzi associati auspicano, da cui trarre utili suggerimenti e indicazioni importanti per la formulazione di programmi di attività e progetti in grado di favorire il raggiungimento di obiettivi di qualità ambientale, sociale ed economica alla base del concetto di “sostenibilità”, verso cui i frutticoltori, le loro rappresentanze e la società civile sono comunemente orientati».

fonte: http://www.ladige.it/popular/salute/2016/03/20/pesticidi-studio-residenti-val-non-agiscono-dna-passano-mamma-feto



sabato 18 marzo 2017

Salute – La miracolosa terapia del “Limone congelato”



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Salute – La miracolosa terapia del “Limone congelato”

Perché il Limone congelato fa bene alla Salute? I benefici di questa terapia

Il limone è un concentrato di vitamine e sostanze antiossidanti in grado di contrastare i radicali liberi e di rafforzare il sistema immunitario, ma la maggior parte di queste benefiche sostanze, oltre il 50% del totale, sono contenute nella buccia.


Perché il Limone congelato fa bene alla Salute? I benefici di questa terapia, non è azzardato definirla così, visto che il limone è spesso utilizzato dai pazienti oncologici come integratore alle sessioni di chemioterapia. Delle qualità del limone si è spesso parlato su queste pagine, in particolare della possibilità di ottenere degli indubbi benefici per la salute bevendo di primo mattino e a digiuno il succo di un limone disciolto in un bicchiere d’acqua, meglio se appena tiepido. In questo caso si sfruttano le sue proprietà alcalinizzanti, quindi la possibilità di controllare il pH, in modo da rendere l’organismo un ambiente poco favorevole allo sviluppo di alcune patologie, i tumori in primo luogo. Il limone è un concentrato di vitamine e sostanze antiossidanti in grado quindi di contrastare i radicali liberi e di rafforzare il sistema immunitario, ma la maggior parte di queste benefiche sostanze, oltre il 50% del totale, sono contenute nella buccia del limone che difficilmente si mangia. Quindi non solo il succo del limone che comunque è in grado di fare un gran bene all’organismo, ma anche, e probabilmente, soprattutto la buccia che è ancora più amica della salute.
Questa è, come detto in precedenza, un vero concentrato di eccellenti sostanze ottime per la salute. In particolare contiene Peptina, vitamina C, flavonoidi quali la Tangeritina e ben più di altre 22 sostanze in grado di contrastare efficacemente l’ossidazione cellulare che, come ormai è noto, ne determina l’invecchiamento con tutte le conseguenze che una simile condizione comporta. I radicali liberi sono i responsabili dell’invecchiamento e ossidazione cellulare e quindi anche della comparsa di non poche malattie, tra cui cancro, malattie cardiovascolari e patologie degenerative del sistema nervoso. Le sostanze presenti nella buccia del limone sono in grado di contrastare i radicali liberi, a tutto vantaggio della salute.
Inoltre, come accennato in precedenza, le altre tante sostanze presenti aiutano a rafforzare il sistema immunitario, per cui l’organismo sarà più facilmente in grado di difendersi dall’attacco di diverse malattie, a partire dal banale raffreddore, per arrivare alla classica influenza e a tante altre infezioni che si possono contrarre tutti i giorni. Ma perché il limone congelato? Perché è il modo più semplice per assumere la buccia del limone, fonte della maggior parte delle sostanze benefiche per l’organismo presenti nel frutto, visto che farlo in altro modo non è facile e, soprattutto, sarebbe gradito a pochi.
Preparalo è la cosa più semplice da fare. Basta infatti mettere un paio di limoni nel congelatore, dopo averli lavati accuratamente, e lasciarli congelare per un paio di giorni. Bisognerebbe quindi avere la costanza di rifornire il congelatore del paio di limoni ogni giorno, in modo da averli sempre disponibili. La quantità ideale di limone da assumere nel corso della giornata è 75 grammi, quantità che può essere suddivisa anche in un paio di volte. Quando i limoni sono ben congelati, toglierli dal frigo e grattugiarli completamente con una comune grattugia. Alcuni consigliano di tagliare il limone in due prima di congelarlo per rendere poi più facile grattugiarli, tuttavia è meglio lasciarli interi.
Alla fine sarà quasi come mangiare una granita di limone, anche se senza acqua. LimonataSi può assumere il limone grattugiato in vari modi. Lo si può aggiungere ad uno yogurt bianco non zuccherato, lo si può aggiungere alle insalate, ad un tè preferibilmente verde, oppure ad una macedonia. Non resta a questo punto che dare libero sfogo alla propria fantasia e scegliere il modo che si preferisce per assumerlo, purché lo si faccia in qualche modo. Del resto, per i più scettici, basta provare perché, in tutti i casi, il limone non potrà che fare bene alla salute, certamente non potrà arrecar danni.

Incredibile, ma vero - l'Organizzazione Mondiale della Sanità: bere anche una intera bottiglia di vino al giorno non fa male. Essere astemi SI !!



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Organizzazione Mondiale della Sanità: bere anche una intera bottiglia di vino al giorno non fa male. Essere astemi SI !!


Il bicchiere di vino a tavola è diventato una bottiglia. Secondo uno studio del 2014 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, un’intera bottiglia di vino, non fa male alla salute.
Lo studio dell’Oms ha ritenuto infatti che ciò che fa male è superare un limite più alto. Il dottor Kari Poikolainen, esperto di alcol dell’Oms, ha analizzato decenni di ricerche sugli effetti dell’alcol sul corpo umano e ha concluso che fa male superare le 13 unità in un giorno, mentre una bottiglia di vino ne contiene circa 10.
Inutile, dunque, stando a questo studio, limitarsi eccessivamente nel bere. Si può andare ben oltre, infatti, ciò che siamo abituati a consumare. Una bottiglia intera è decisamente di più del solito bicchiere durante un pasto.
Ma c’è di più. Secondo lo studioso essere astemi farebbe addirittura più male che superare le quantità giornaliere di alcol indicate.
“Stando alle prove, bere moderatamente è meglio che essere astemi […] Tuttavia gli importi possono essere superiori a quello che le linee guida dicono,” ha riferito il dottor Poikolainen al Daily Mail.
In realtà, c’è da dire che non tutti sono d’accordo con la teoria di Poikolainen. Julia Manning, di 2020Health, ha dichiarato infatti, sempre secondo il Daily Mail che “questo è un contributo al dibattito inutile. Fa delle grandi affermazioni per le quali però non abbiamo prove. L’alcol è una tossina, e i rischi superano i benefici”.
fonte: http://www.huffingtonpost.it/2015/12/12/vino-bere-bottiglia-non-fa-male_n_8792576.html?ncid=fcbklnkithpmg00000001

mercoledì 15 marzo 2017

La dieta anticancro del prof. Veronesi






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La dieta anticancro del prof. Veronesi

L’8 novembre si è spento all’età di 90 anni l’oncologo Umberto Veronesi, promotore di alimentazioni e diete anticancro. Una vita spesa nella prevenzione e nella cura dei tumori hanno fatto di lui un pioniere nel campo. Sostenitore dello slogan “Siamo quel che mangiamo“, ha più volte affermato che l’alimentazione influisce sulla formazione dei carcinomi secondo una percentuale del 25-30%. °°Una correlazione piuttosto stretta, quindi, tra l’alimentazione e il cancro, definito il male del secolo, e per questo ancora più importante da contrastare attraverso una delle attività più rappresentative dell’uomo: l’alimentazione.
Umberto Veronesi, direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia, studiò per anni quale relazione legava cibo e cancro. Il suo metodo fu dichiarato innovativo. La dieta anticancro da lui elaborata si prefigge come obiettivo la prevenzione dei tumoriattraverso un consumo più coscienzioso dei diversi alimenti che la natura ci offre. In sostanza, la sua dieta non si allontana nettamente da quella mediterranea, ma è supportata da ulteriori regole.
Frutta e verdura dovrebbero venire consumati molte volte al giorno per il loro concentrato di benefici. Per quanto riguarda la frutta i momenti migliori sono la mattina e lo spuntino pomeridiano, lontano dal pranzo per non provocare una fermentazione intestinale, ma anche prima dei pasti per eliminare il senso impellente di fame. La verdura, invece, non dovrebbe mai mancare a pranzo e cena.
Un altro alimento che non dovrebbe mai mancare sono i cereali integrali, tra cui riso, quinoa, amaranto, grano, orzo, farro, molto importanti da inserire nella dieta grazie alla loro azione preventiva nei confronti di malattie come ictus e infarto. Regola fondamentale, però, è quella di variare sempre il tipo di cereale senza esagerare nelle dosi.
Ogni giorno si dovrebbe consumare un’adeguata porzione di frutta secca ricca di omega 3. La dose consigliata è di 30 grammi giornalieri di noci, mandorle, nocciole, arachidi, pinoli o anacardi, in grado di apportare elementi nutritivi quali i grassi insaturi, proteine di alta qualità, fibre, vitamine e minerali utili per contrastare malattie come il diabete, cancro del colon, l’ipertensione e la sindrome metabolica.
Elevate quantità d’acqua nell’organismo ogni giorno aiutare a depurare l’organismo dalle scorie e dalle sostanze tossiche. Inoltre, bere la giusta dose d’acqua giornaliera, circa 2 litri, aiuta a mantenere la giusta idratazione del corpo, a stimolare il metabolismo e a rafforzare il sistema immunitario.
L’olio d’oliva è l’unico condimento possibile sulla tavola. Inoltre, il suo utilizzo dovrebbe essere a crudo per evitarne la tossicità. È dimostrato che l’olio d’oliva, se consumato regolarmente e nella dose consigliata di 3 cucchiai al giorno, riduce il rischio cardiovascolare, oltre ad avere numerose proprietà cosmetiche, curative e nutrizionali.
Secondo Veronesi, la cottura ha un ruolo fondamentale nell’ alimentazione ma molto spesso questo viene sottovalutato. I tipi di cottura da preferire sono quello in umido o al cartoccio, per evitare l’uso di alte temperature che bruciano il cibo rilasciando sostanze tossiche. Anche la cottura tramite marinatura è una cottura di tipo atossica perché non rilascia sostanze cancerogene.
Secondo Veronesi, una dieta anticancro predilige un regime alimentare quanto più vario ed equilibrato possibile, limitato nell’assunzione di determinate sostanze, più nocive che salutari, ma propenso verso un’alimentazione più naturale, come ad esempio quella vegetariana. Di seguito gli alimenti da evitare o moderare:
– Gli insaccati;
– Le carni rosse;
– Il sale;
– I cibi soggetti a raffinazione, come lo zucchero e tutto ciò che lo contiene;
– Le bevande alcoliche

Una dieta anticancro per prevenire i tumori deve essere naturale, semplice ed equilibrata, quindi con alimenti sani, quali per lo più verdura, frutta e cibi non raffinati. Umberto Veronesi era un convinto vegetariano da molto tempo per motivi etici, ambientalisti e di salute. Secondo le sue ricerche, i vegetariani vivono di più grazie al tipo di alimentazione che seguono. Nell’elenco dei cibi che proponeva infatti, nulla riguarda alimenti di origine animale.
Gli alimenti consigliati sono: i pomodori, i broccoli, le arance, la zucca, i cavoli, i fagiolini verdi, la carota, le verdure a foglia verde, i legumi, l’aglio, la cipolla, i piselli, i peperoni, le patate, i cetrioli, il prezzemolo, i finocchi, gli asparagi, i carciofi, i funghi, i ravanelli, le erbe aromatiche. E poi le fragole, le mele, le pere, le albicocche, i lamponi, l’uva, il melone, l’anguria, i mirtilli, i frutti di bosco, le castagne. Ma anche: il tè verde, lo yogurt, i crostacei, i molluschi, il pesce in generale, l’olio d’oliva.